Come poter pensare la Liguria senza palme? Questa presenza vegetale che connota ormai da molte generazioni il paesaggio costiero della Liguria è entrato a far parte stabilmente del nostro vivere quotidiano, accompagnando lo sviluppo di città e paesi,  trasformando piano piano anche il paesaggio. Ora più che mai questo patrimonio vegetale è seriamente minacciato dall’arrivo del parassita conosciuto col nome di punteruolo rosso che in molte regioni mediterranee ha devastato le palme delle Canarie, le più diffuse sul territorio nazionale. Ciononostante, la varietà di palme acclimatabili alla Riviera Ligure potrà consentire il rinnovarsi del paesaggio senza dover per forza rinunciare alla loro bellezza, ma semplicemente variando le specie. E’  anche questo uno dei motivi che rendono particolarmente preziosa la presenza, sul territorio, di collezioni botaniche che dimostrano concretamente  quali altre possibilità esistono nel vasto mondo delle piante utilizzabili dall’uomo per arricchire i suoi giardini. La collezione di villa Durazzo Pallavicini, grazie alla abilità collezionistica e colturale di persone appassionate che in  A.S.ter hanno trovato sostegno e continuità per il loro lavoro, si pone all’avanguardia in questo percorso e dimostra coi fatti che un futuro di palme molto più ampio è alla nostra portata.

Giorgio Fabriani

palme pallavicini