ASTer adotta strategie di lotta biologica facendo uso di nematodi entomopatogeni per prevenire l’attacco del Punteruolo rosso su esemplari di palma ancora indenni nei parchi di Nervi.

 Con il termine “ palme” si indica un gruppo di specie appartenenti alla famiglia delle Arecaceae (ordine Arecales), sono grandi piante perenni, una delle poche famiglie di monocotiledoni (le comuni graminacee dei prati) a portamento arboreo, il cui fusto si accresce in altezza ad opera di un’unica gemma apicale. Le cellule che formano la gemma sono in grado di originare tutte le parti della pianta. Pertanto il centro di accrescimento della pianta è unico e situato all’apice di ciascun individuo, è sormontato da una corona di grandi foglie pennate con guaine molto sviluppate alla base.

E’ proprio alla base delle foglie che circondano, proteggendolo, il tessuto vitale della pianta che la femmina adulta del Punteruolo rosso depone fino a 200 uova. Le giovani larve spingendosi verso il centro dello stipite (fusto), erodono e quindi distruggono proprio la parte più importante della palma, che si trasforma in luogo di crescita e sviluppo del parassita.

All’interno e in situazione protetta esso compie tutto il suo ciclo (larva, crisalide, adulto) e se ne allontana solo come adulto e, in particolare gli individui di sesso femminile, solo dopo la fecondazione, per raggiungere nuove palme a carico delle quali replicare il ciclo vitale, originando una diffusione e crescita esponenziale dell’infestazione.

Colpirlo prima che abbia distrutto il meristema (il tessuto di accrescimento) della gemma  risulta molto difficoltoso. In pratica quando una palma manifesta i sintomi dell’infestazione da punteruolo, la sua vitalità è ormai pregiudicata. I tentativi di contenimento dell’infestazione sperimentati con: irrorazione con prodotti chimici, dendrochirurgia (escavazione dei soli tessuti infetti), endoterapia (iniezione all’interno del sistema vascolare della pianta di insetticidi) hanno evidenziato che l’intervento curativo non riduce significativamente il numero di piante  morte e nuovi contagi. I risultati sono stati ribaditi dagli studiosi di fama internazionale nell’ambito delle  giornate di studio sulle palme “Dies Palmarum”, principale meeting europeo sull’argomento che si svolge ogni 2 anni a Sanremo. Pertanto, ASTer adotta come strategia di contrasto al parassita:

  • Il monitoraggio costante su tutto il patrimonio pubblico,
  • La rapida eliminazione delle fonti di contagio,
  • Interventi di protezione delle piante ancora sane con organismi antagonisti.

Per questo, in sintonia con il quadro normativo europeo e nazionale fortemente orientato alla tutela dell’ambiente, ASTer adotta la linea della lotta biologica per effettuare interventi di prevenzione e protezione di piante sane mediante l’uso di nematodi entomopatogeni: microscopici vermi parassiti del punteruolo.

La specie attualmente reperibile in commercio di sperimentata validità contro il Punteruolo è Steinernema carpocapsae, impiegata con successo anche contro un altro grave parassita delle palme riscontrato di recente nei palmeti del territorio comunale, il lepidottero (falena) Paysandisia archon.

 Come agisce lo Steinernema carpocapsae: contiene al suo interno un batterio simbionte che causa la morte del punteruolo. Localizza l’insetto e penetra  attraverso le aperture naturali dove, a questo punto,  rilascia il batterio che uccide l’ospite rapidamente. Il nematode, si sviluppa ed effettua anche più generazioni nell’ospite ormai morto. Quando le riserve di cibo sono esaurite, inizia la produzione di una nuova generazione di larve infettive pronte a ricominciare il ciclo parassitario. La sua azione è massima in condizioni di elevata umidità atmosferica.

ASTer ha dotato le palme di pregio dei parchi di Nervi di un impianto per trattare la corona delle piante. La parte fissa si compone di un sottile tubo adduttore che raggiunge la cima e di un irroratore apicale a doccia.

L’intervento di Aster:

nelle giornate umide e nelle ore fresche i giardinieri di ASTer stemperano il preparato commerciale in acqua con aggiunta di uno zucchero (chitosano) per prolungare l’azione del parassita. Tramite raccordi con gli impianti di irrorazione in opera, la soluzione viene inviata a pressione e distribuita su ogni palma tramite distributori in chioma.

Questa tecnica di controllo biologico presenta diversi vantaggi. In primo luogo gli organismi utili non sono tossici per l’uomo, gli animali superiori, gli insetti utili. Nessun rischio per l’operatore Né inquinamento per l’ambiente, colpiscono contemporaneamente parassiti diversi; inoltre i costi sono competitivi con quelli dei trattamenti convenzionali.