Con riferimento al contenuto dell’articolo pubblicato in data 8 u.s. su “il Giornale”, relativo all’intervento di ripristino del marciapiede di Via Pisacane, desideriamo precisare quanto segue:

La scarificazione e’ stata estesa a tutto il manto preesistente, ivi comprese le zone limitrofe alle soglie dei negozi ed ai prospetti degli edifici, per uno spessore medio di cm.3. La scarificazione in questi casi si compone di una fase meccanica -che non può arrivare a filo soglia, filo muro o filo bordo-, e di una fase manuale, con il piccone, per le parti residue. Evidentemente il lettore ha osservato i lavori di scarificazione durante la pulitura che precede la rimozione manuale delle croste residue.

In merito al fatto che – ove possibile – non tutto lo spessore del vecchio manto bituminoso venga scarificato, si osserva che la modalità dell’intervento è stata deliberatamente programmata da A.S.Ter.
La ragione va ricercata nel fatto che l’eventuale ulteriore scarificazione, in casi del genere, comporta la demolizione di uno strato di “fondo” in ordine, con la conseguente necessità di ricostruzione, con idoneo impasto più grossolano (ove possibile, il c.d. conglomerato tipo “binder”). Si tratterebbe, in sostanza, di un lavoro superfluo ,a volte addirittura dannoso, e quindi inutilmente costoso (eccessivo sbancamento, oneri per trasporti a discarica, costi di ripristino dello strato di collegamento). Ottimizzando così l’intervento, diminuiscono significativamente i costi delle lavorazioni, e pertanto si aumentano le superfici interessate dai lavori di riordino.

Facciamo infine osservare che – a differenza del lettore – molte persone hanno espresso soddisfazione per i lavori eseguiti e tuttora in corso.

Distinti saluti.
Il Presidente e Amministratore Delegato
Dott. Ing. Giorgio Fabriani