camelie antiche ASTer 2 camelie antiche ASTer 4Le camelie antiche di Villa Durazzo Pallavicini

 

In tutti i giardini ottocenteschi, la camelia aveva un posto privilegiato: era una pianta immancabile, regina dei fiori. In villa Durazzo Pallavicini non si faceva eccezione, ed il marchese Ignazio Pallavicini le fece ricercare tra i migliori vivai di quell’epoca a Torino ed a Milano. In un primo tempo esse adornavano la scena principale del parco (il Lago Grande), successivamente furono spostate nel luogo che oggi viene chiamato “il camelieto”, una collezione di cultivar pregiate, alcune delle quali ormai centenarie. Il nucleo più antico di piante si può dire risalente al ventennio 1856-1877; successivi interventi integrarono ed ampliarono la collezione. Probabilmente
l’opera più rilevante nella costituzione del camelieto si ebbe da Carlo Moroni, capo giardiniere reputato tra i maggiori conoscitori di camelie di quell’epoca.

Attraverso un faticoso e lungo lavoro di riidentificazione, stanno riemergendo dalla collezione cultivar particolari sia liguri sia di altra provenienza, italiana o estera. Tra le piante secolari sono da sottolineare la
“Vergine di Collebeato”, la “Nina Durazzo” una bellissima camelia locale ritenuta estinta fino a non molti anni fa, la “Albino Botti” , la “Bella di Firenze” e la “Incarnata”. Ma forse siamo solo all’inizio e le sorprese continueranno a susseguirsi Forse ancor più perché dalle loro foglie si ricava il tè piuttosto che fiori per i nostri giardini, le camelie vengono coltivate in tutto il mondo.
Originarie tutte dell’Asia centro-orientale, di camelie se ne conoscono oltre 230 specie, ma solo poche si sono diffuse come piante da ornamento. La più conosciuta, la Camellia japonica, è la specie da cui si sono originate nel tempo innumerevoli cultivar dalle forme e dai colori più variegati, grazie al lavoro di abili orticoltori i quali hanno creato capolavori di bellezza ed eleganza.

camelie antiche ASTerIn Italia la prima camelia fece comparsa presso la Reggia di Caserta nel 1760; successivamente si diffuse in giardini e parchi sia del sud sia del nord Italia. Oggi si possono ammirare collezioni e piante secolari in diverse regioni (Toscana, Piemonte e Lombardia, Lazio e Campania, Liguria). La tradizione delle camelie ottocentesche è propria di alcuni luoghi, così anche in Europa vi sono città che hanno conservato un patrimonio di camelie antiche
rimarchevoli, la cui tradizione alla loro coltivazione è secolare quanto lo è in Italia (ad esempio il Portogallo, la Cornovaglia, il litorale atlantico della Loira). Oltre che in Europa, attualmente nel mondo si coltivano attivamente camelie in Australia, in California, ed ovviamente nelle terre d’origine, ovvero Cina, Giappone e
tutta l’Asia orientale.