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Morandi, il ricordo Bassoli e la pulizia della Radura dalle scritte offensive

A.S.Ter ha partecipato oggi alla commemorazione delle 43 vittime del crollo del Ponte Morandi, alla presenza del presidente Andrea Bassoli, rinnovando la vicinanza dell’azienda alle famiglie e il ricordo di una tragedia che ha segnato profondamente Genova e l’intera comunità cittadina.
Un momento particolarmente sentito per A.S.Ter, che in quella tragedia perse Alessandro Campora, dipendente dell’azienda, collega e amico di tante persone che ancora oggi ne custodiscono il ricordo.
La commemorazione si è svolta alla Radura della Memoria, luogo alla cui realizzazione A.S.Ter ha contribuito e che, con i suoi 43 alberi dedicati alle vittime, rappresenta oggi uno degli spazi simbolo della memoria collettiva della città.
Alle 11.36, nell’ora esatta del crollo del Ponte Morandi, A.S.Ter ha pubblicato sui propri canali un video dedicato alla memoria delle 43 vittime
(https://youtube.com/shorts/QswJYcZwTuQ?si=-LwWAr6YCTI4JIvb)
Un gesto semplice e simbolico, pensato per accompagnare il momento del ricordo e rendere omaggio a chi perse la vita il 14 agosto 2018, stringendosi ancora una volta idealmente alle loro famiglie e all’intera città.
«Ci sono luoghi che non sono semplicemente spazi della città, ma diventano parte della memoria e della coscienza di una comunità. La Radura della Memoria è uno di questi – dichiara Andrea Bassoli, presidente di A.S.Ter –. Qui Genova custodisce il ricordo delle quarantatré vittime del crollo del Ponte Morandi e rinnova, anno dopo anno, il proprio impegno a non dimenticare una tragedia che ha segnato profondamente la storia della città e la vita di tante persone.
Per A.S.Ter aver contribuito alla realizzazione di questo parco ha significato molto più che portare a termine un’opera. È stato un impegno vissuto con onore, rispetto e partecipazione, nella consapevolezza di lavorare in un luogo che porta ancora con sé il dolore di quella tragedia e il ricordo di chi non c’è più.
Una tragedia che ci ha colpito da vicino. Tra le vittime c’era infatti il nostro collega Alessandro Campora, per molti di noi una presenza quotidiana, un compagno di lavoro, un amico.
Nel giorno della commemorazione – prosegue Bassoli – il nostro pensiero va con sincero affetto alla famiglia di Alessandro e alle famiglie di tutte le vittime. Sappiamo che nessuna parola può colmare un’assenza così dolorosa, ma crediamo che continuare a ricordare chi abbiamo perso, con rispetto e con affetto, sia un modo per far sì che la loro presenza continui ad accompagnare la nostra città.
Il compito di uno spazio come la Radura, oggi, è andare oltre la dimensione del monumento alla memoria e diventare, nel tempo, un luogo vivo. I suoi quarantatré alberi, uno per ciascuna vittima, la presenza quotidiana delle persone, gli incontri, i momenti di raccoglimento e la cura costante di questo spazio mantengono il ricordo dentro la vita di ogni giorno. Prendersi cura della Radura significa custodire non soltanto un luogo, ma una memoria che appartiene a tutta Genova».

SCRITTE OFFENSIVE, PULIZIA NELLA NOTTE
Nelle giornate che hanno preceduto la commemorazione delle 43 vittime del Ponte Morandi, alcuni muri e piloni nella zona della Radura della Memoria sono stati imbrattati con scritte offensive.
Nella notte, A.S.Ter è intervenuta per ripulire l’intera area, restituendo decoro a un luogo che appartiene alla memoria e alla coscienza di Genova.
«Intervenire proprio alla vigilia della commemorazione era per noi un dovere – dichiara Francesca Aleo, direttore generale di A.S.Ter –. La Radura della Memoria è un luogo che merita rispetto assoluto, per le 43 vittime, per le loro famiglie e per tutta la città. I nostri operatori hanno lavorato durante la notte affinché questa mattina l’area potesse presentarsi pulita e decorosa. Ringrazio tutti loro per la sensibilità e la disponibilità dimostrate ancora una volta. Prendersi cura di questo luogo significa anche custodirne la memoria».
Un intervento svolto in silenzio, nella notte, per rispetto di Genova e della sua memoria.